
La vita è irta di ostacoli per tutti. E’ fondamentale saperli affrontare e superare
Non scriverò nessun nome perché non è importante ma diciamo che mi chiamo Xy e mia figlia Aebi, giusto per facilitare la narrazione.
Ciò che è importante è il nostro vissuto che è quello di molti altri. Mi piace pensare che attraverso il mio racconto chi non sa spiegarsi cosa sta succedendo al suo caro possa finalmente darsi delle risposte.
Per me è stato molto importante dare un nome – disturbo borderline di personalità spesso abbreviato in dbp – a quello che viveva mia figlia – e io insieme a lei – attraverso la diagnosi dello psichiatra.
Per natura, ho la necessità di capire cosa mi succede per riuscire ad affrontarlo quindi ho cercato di documentarmi il più possibile; ovviamente in rete, ma è difficile trovare informazioni affidabili e utili.
Il disturbo borderline di personalità è un disturbo subdolo
La persona che ne è affetta può sembrare del tutto normale al di là del ristretto gruppo familiare. Ancora di più se il gruppo siete tu e lei.

La mamma, come naturale punto di riferimento di ogni persona, per una persona con DBP è l’oggetto di venerazione e di altrettanto disprezzo nel giro anche di pochi minuti e quindi poi spesso di una rabbia incontrollabile che sfocia spesso in attacchi fisici alla persona da cui si sentono contrastati e giudicati.

Naturalmente il disturbo non si esaurisce qui. Di solito la diagnosi non si dà prima dei 18 anni – tra le altre motivazioni, perché i comportamenti che caratterizzano il DBP possono semplicemente essere quelli tipici dell’adolescenza. Non è facile diagnosticare questo problema e anche i dottori sono ovviamente cauti. La cura può comportare anche il ricorso a farmaci, pur se in dosi minime, per tenere sotto controllo i comportamenti potenzialmente pericolosi per la persona con dbp e a volte per i cari più vicini.
Ma cos’è un disturbo di personalità? Se non avete già letto l’articolo che ne tratta, fatelo ora.
