Dal mio punto di vista di mamma

mamma pecora con i suoi agnellini a rappresentare il desiderio di diventare mamma
Quello che desideravo di più da piccola era diventare mamma. Ho desiderato ardentemente di avere il ciclo perché significava che potevo accogliere una nuova vita nel mio grembo.
Ora che sono mamma di una ragazza poco più che ventenne posso dire che ho fatto del mio meglio ma questo meglio non è stato abbastanza per mia figlia.

Oggi pomeriggio mi ha chiamato come fa tutte le settimane, per sentirmi dice lei che poi mi racconta sempre le stesse cose, in genere parliamo di un ragazzo con cui avrebbe voluto avere una relazione anche solo amicale. Poi la telefonata, come altre volte è virata sulle accuse da lei a me di non averla protetta quando era piccola.

La vita in una famiglia con persone borderline

Da cosa? Suo padre era un ossessivo compulsivo e poi aveva altri problemi non diagnosticati che sono scoppiati quando ci siamo sposati, probabilmente anche lui borderline ed altro. Quando Aurora era ancora neonata una notte dopo avergli chiesto di arginare la presenza di sua madre nella nostra vita mi sono ritrovata con le sue mani alla gola e la minaccia di togliermi Aebi. Non ho avuto la forza di andarmene in quel momento. Ho molto amato il padre di Aebi e ho la sindrome della crocerossina; sono portata verso chiunque soffra anche se mia figlia mi rimprovera di non aver capito o saputo aiutarla nella sua sofferenza fin da piccola.

Insomma, il matrimonio è proseguito tra violenze psicologiche ed economiche. Finché non mi ha rimesso le mani alla gola davanti ad Aebi quando lei aveva circa 4 anni e mezzo. Quell’atto per me è stato il segnale che non potevo continuare la relazione. Avevo pochi soldi da parte, non volevo rovinargli la vita, motivo per cui non l’ho denunciato quando avevo i segni sul collo ma solo successivamente.

la violenza dell'acqua come quella domestica
la violenza dell’acqua come quella domestica

Ritorno a … casa?!?

Sono tornata ad abitare con i miei insieme a mia figlia e lì sono passata dalla padella nella brace. Non sono tornata da figlia adulta a sua volta con una figlia ma agli occhi dei miei genitori in casa sono tornate 2 figlie. 2 anni di inferno che sono stati peggio di quelli del matrimonio e ce ne voleva, vi assicuro.
Liti per affermare la mia autorità di mamma che in quei 2 anni è andata a farsi benedire per sempre. Liti perché parlavamo delle violenze subite e Aebi sentiva tutto e dice di aver sofferto di sentire che dicevamo brutte cose di suo padre – d’altronde difficile lodare un uomo da cui hai subito violenze che miravano a minare ed hanno minato la mia sicurezza in me stessa. Ma Aebi non poteva capire che cosa avevo passato e tutt’ora non lo capisce.

Aebi non ha mai avuto – neanche da piccola – un rapporto particolarmente vicino al padre e mi rimprovera perché avendo scelto una separazione consensuale per tutta una serie di motivi che qui è lungo spiegare la mandavo a trascorrere dei fine settimana da lui. Le ho sempre spiegato che suo padre era possessivo con me e non con lei. Non ha mai alzato le mani contro di lei quando eravamo sposati e di questo sono sicurissima né le ha mai fatto del male fisico in alcun modo. Tutti gli psicologi che ho consultato erano concordi nel dire che doveva frequentarlo perché in fondo era il padre.

Fattori ereditari

Tendo all’ipersensibilità – anche detta PAS, acronimo per Persona Altamente Sensibile – è un tratto caratteriale che sFai eredita, caratteristica che insieme alla timidezza davanti agli attacchi ti fa paralizzare, non trovi le parole oppure scappi e siccome non è “da te”, quando succede si è considerati strani e si finisce per essere isolati.
Dato che l’immagine che hanno di te non è quella che hanno in mente e dato che raramente ti arrabbi o innervosisci quando accade non hai il diritto di esprimere queste emozioni. Almeno, questo è quello che è successo a me.
Tutto questo per dire che sono un essere umano e come tutti ho delle emozioni che ho il diritto di esternare – entro i limiti dell’educazione e del rispetto verso gli altri – e che pare che tratti del carattere come l’ipersensibilità e/o la timidezza nei genitori possano – essendo ereditari – rappresentare un ulteriore problema per persone con DBP.

Incompresa

Ho fatto queste premesse per spiegare che quando ho cercato aiuto nelle persone vicine a me e Aebi non ho trovato comprensione per il problema. Purtroppo, è anche vero che per chi non convive con la persona con DBP è molto difficile effettivamente ritrovare i sintomi perché in genere sono persone a cosiddetto “alto funzionamento”. Cambiando rapidamente umore per loro è naturale riuscire ad arrabbiarsi in maniera esplosiva e pochi secondi dopo tornare apparentemente alla normalità. Questi rapidi sbalzi d’umore ti fanno sentire ed apparire agli altri come se il vero problema fossi tu. Tutto ciò è altamente frustrante e difficile da gestire.

Sentirsi capiti

paesaggio autunnale bianco e nero sentirsi soli
Le ragioni per cui consiglio vivamente di leggere e consultare il libro “Superare il Disturbo Borderline di Personalità” di Valerie Porr risiedono soprattutto nel fatto che – se siete vicini a qualcuno che soffre di questo disturbo (DBP) come un partner, figli o altri familiari conviventi – spesso vi sentite soli e non compresi da chi i vostri cari li vede soltanto dal di fuori e non li vive nella quotidianità di una famiglia.

Personalmente, mi sono riconosciuta in molte delle situazioni descritte nel libro, ho pianto e continuo a farlo ogni volta che rileggo certe pagine perché sono la descrizione esatta di ciò che ho vissuto e vivo e mi sono finalmente sentita compresa ed abbracciata.

Molto spesso la persona con DBP è cosiddetta “ad alto funzionamento“. Questo significa che con voi è capace di atti violenti e scoppi d’ira improvvisi dei quali vi chiederete la causa ma che subito dopo – in presenza di altre persone – è perfettamente in grado di controllare questa sua debordante emotività.

Davanti ai comportamenti di mia figlia mi sono spesso sentita emotivamente sopraffatta, provando emozioni negative senza soluzione di continuità: disperata, senza via d’uscita, disorientata, arrabbiata…

cascata violenta dbp scatti ira
emotivamente sopraffatta

Le persone con DBP soffrono terribilmente, sono ipersensibili alle critiche e spesso anche alle lodi. Non si sa mai come comportarsi con loro. Insomma, devi stare attenta ad ogni parola che pronunci e ad ogni azione che fai perché qualsiasi parola o atto può scatenare la sua sofferenza. Cosa impossibile da fare se si è vivi!

Come si sente – tutti i giorni! – chi vive con persone con DBP

Tutte queste espressioni danno l’idea di come si sente un familiare di una persona con DBP:

  • camminare sulle uova
  • vivere sulle montagne russe
  • fare una corsa ad ostacoli perenne
  • stare sempre all’erta,
  • sentirsi sotto pressione, col fiato sul collo,
  • sempre sul chi va là,
  • camminare in un campo minat0

e tante altre che esprimono tensione e sensazione di non poter mai rilassarsi.

Capite bene che vivere una vita così è piuttosto stressante e mina non solo il proprio equilibrio psico-fisico ma anche la salute vera e propria.
Infatti, qualche mese fa mi sono ammalata di cancro al seno sinistro. Al momento, sono in terapia ormonale perché è scientificamente provato che il tumore al seno può svilupparsi in altre zone nell’arco dei 5 anni successivi alla prima manifestazione… inoltre, mia madre è morta 3 anni fa di cancro al seno…

Sono una persona dal carattere forte che – miracolosamente se credessi nei miracoli! – non ha sviluppato patologie mentali. Sono seguita da uno psicoterapeuta perché un padre, un marito ed una figlia con disagi mentali e un tumore sono troppo per chiunque. Ma forse sono soltanto stata fortunata ad ereditare il carattere forte e positivo di mia madre.

I motivi per cui sono straconvinta che il DBP sia ereditario sono diversi:
  • primo fra tutti, il fatto che il padre di Aebi si comportava nello stesso modo;
  • secondo, mio padre che mia madre sosteneva e sopportava finché era in vita, ha comportamenti simili;
  • terzo, io stessa sono stata molto timida ed ipersensibile da piccola, tuttavia non ho sviluppato questo specifico disturbo. Questo non significa che io stia bene, anzi. Sicuramente però, ho reagito diversamente da loro ad eventi traumatici ripetuti* grazie al mio carattere che pur nella timidezza è solare, aperto, comunicativo e positivo.

*ci sono studi secondo cui il DBP si svilupperebbe in seguito a situazioni difficili percepite come traumatiche perché si ripetono nel tempo

Ad esempio, mia figlia sostiene che da piccola ha molto sofferto perché sentiva me ed i miei genitori parlare dei maltrattamenti psicologici agiti da mio marito contro di me. Mio marito si arrabbiava per un nonnulla, bastava che un oggetto fosse fuori posto (secondo lui!), che esprimessi un’opinione diversa dalla sua… Non avevo il controllo del mio stipendio che confluiva su un conto cointestato di cui però non potevo avere una carta per ritirare soldi anche solo per fare la spesa… Subivo violenza psicologica – la più difficile da riconoscere – ed economica.

Insomma, mia figlia Aebi ha sicuramente risentito di tante situazioni complicate anche per una persona adulta. Se si considera che la persona con DBP ha in effetti un cervello che funziona diversamente e che trasforma in rabbia la propria ipersensibilità rispetto anche a piccole avversità ma anche momenti positivi, è facile capire che il DBP non si può affrontare con leggerezza ma è necessario comprendere il punto di vista di una persona che ne soffre.

Fibromialgia e borderline

Recentemente ho fatto una visita reumatologica perché sospettavo, insieme al mio medico curante, di soffrire di fibromialgia: una malattia strana – e invalidante a lungo andare – che ti fa sentire dolori intermittenti in diverse parti del corpo ma che non si riscontra con nessun esame diagnostico, tanto che la diagnosi viene fatta per così dire al contrario.
la fibromialgia: dolori intermittenti senza causa apparente

Se i vari accertamenti medici non riscontrano problemi rispetto ai dolori percepiti dal paziente, per esclusione, e grazie anche ad altri riscontri durante la visita reumatologica, si diagnostica la fibromialgia.

Molte persone con DBP soffrono anche di fibromialgia. Vi rimando a questo sito di una ragazza con DBP che tratta del legame tra fibromialgia e borderline.

Di conseguenza, quando ho ricevuto la diagnosi di fibromialgia mi sono sentita sollevata.

Relazione tra fibromialgia e borderline
fibromialgia e borderline DBP

Pare che fibromialgia e borderline possano essere 2 aspetti di uno stesso problema di salute legato al sistema nervoso, quello deputato tra le altre cose, a farci percepire il dolore sia quello fisico sia quello mentale, emotivo.

Infatti, chi è affetto da fibromialgia sente dolori ovunque da qualche minuto a giorni interi, soffre di insonnia, di colon irritabile, sindrome delle gambe senza riposo, dolori mestruali, problemi di memoria (si dimenticano parole anche di uso comune) e potrei continuare con un nutrito elenco di sintomi. Trovate le informazioni sulla fibromialgia sul sito dell’associazione AISF.

Chi soffre di borderline – oltre ad altre manifestazioni – prova sentimenti ed emozioni in maniera più intensa degli altri il che provoca loro sofferenza e li porta a comportarsi in maniera non adeguata alle circostanze. In merito, invito – se non l’avete già fatto – a leggere l’articolo “Conosciamo meglio il DBP” abbreviazione di Disturbo Borderline di Personalità.

Come? Sei malata e sei contenta!?! Non faccio salti di gioia ma capire che cosa ho quando da anni ho una serie di disturbi e i controlli non trovano niente sinceramente mi fa sentire meglio. Non mi invento le cose, ho una sindrome. Termine medico che indica un complesso di sintomi che può essere determinato da una malattia o più malattie di varia natura.

Inoltre, il fatto che possa esistere una correlazione tra fibromialgia e borderline getta una nuova luce su molto del vissuto mio e dei miei familiari: ora comprendo molte cose della mia famiglia, il che mi aiuta a gestire meglio ciò che mi accade. Anche se vivere queste esperienze è comunque doloroso e difficile da affrontare.

nuova luce sulle esperienze vissute DBP
… getta nuova luce sulle esperienze vissute

Famiglia borderline: le origini

famiglia borderline le origini dbp

Esistono diversi studi che confermano origini genetiche del DBP combinate a fattori ambientali che scatenerebbero – farebbero da detonatore – ai sintomi, facendo sì che il disturbo si manifesti.

Anche se il verbo manifestare non è il più adatto. Come accennato in precedenza il DBP è complesso e subdolo nel senso che non è facile individuarlo, è spesso scambiato per altro: di solito si parla di caratteri difficili, caratteri che a volte possono nascondere un disturbo di personalità, del carattere appunto.

In effetti, sono convinta che il disturbo sia in qualche modo presente nella mia famiglia da generazioni perché riflettendoci ho almeno tre parenti con legami di sangue che potrebbero rientrare in questo quadro: irascibili, volubili, incapaci di gestire le emozioni e con difficoltà ad avere relazioni stabili e serene.

Familiari con disregolazioni

Anche il padre di Aebi aveva problemi a relazionarsi alle persone. Ad esempio, alla cerimonia di nozze non era presente alcun amico, né abbiamo mai frequentato suoi amici durante il matrimonio – inutile specificare che il motivo era che non esistevano. E non ho potuto mantenere le mie poche amicizie perché si comportava in maniera strana e non avevo piacere di mostrarlo a persone a me care. In qualche modo, mi ha fatto terra bruciata intorno.

Aveva anche problemi a gestire le emozioni: in genere mal tollerava che potessi esprimere opinioni anche in minima parte diverse dalla sua e quindi non sapevo mai cosa avrebbe scatenato la sua rabbia che – per fortuna o purtroppo – si esprimeva con insulti, oggetti scagliati a terra con forza e solo (?!?) in due occasioni con le sue mani attorno al mio collo, spesso mettendo il muso per interi giorni di fila. Torneremo sulla violenza domestica in altra occasione, affrontando altri temi.

maschera DBP disturbo borderline di personalità

E a proposito di manifestare aveva indossato una maschera: spesso i borderline appaiono brillanti all’esterno tirando fuori le proprie fragilità soltanto in famiglia e prendendosela con un familiare in particolare. Hanno la peculiare capacità di controllare i propri comportamenti in pubblico o in presenza di estranei. All’esterno sembrano stare bene. Questa apparente capacità mette in crisi i familiari che vivono con persone con DBP cui capita di dubitare delle proprie impressioni.

E forse anche mia suocera aveva problemi simili. Da qualche anno poi, da quando è rimasto vedovo, anche mio padre ha comportamenti che potrebbero essere ricondotti al disturbo.

Origini: le radici del DBP affondano nelle generazioni precedenti
radici origini famiglia borderline

In tutta questa storia però, l’unica diagnosi certa è quella di mia figlia che ha raccolto ed accumulato le difficoltà presenti nelle due famiglie sin dalle origini e ha aggiunto le sue personali e congenite a quelle incontrate nella vita – sia familiare sia esterna ad essa.

“[le persone con DBP]Hanno ereditato una combinazione di disregolazioni che ha raggiunto un livello critico di caos sistemico che sembra sommarsi al disturbo”

Valerie Porr, Superare il Disturbo Borderline di Personalità. Guida pratica per familiari e clinici, Erickson, Trad. Stefano Galante. Edizione italiana a cura di Elisabetta Pizzi e Francesca Gallini. Pag. 64

Le parole per dirlo

Premetto che sono una forte lettrice – onnivora – soprattutto di letteratura, sia classica sia contemporanea. E credo fermamente nel potere della letteratura di far capire meglio le situazioni che viviamo. Le parole per dirlo – nel nostro caso, parlare di cosa significa condividere la vita con una persona con il disturbo borderline di personalità – a volte sono già state trovate.
le parole per dirlo libri citazioni
Le parole per esprimersi a volte sono state già trovate

Credo che i cosiddetti classici della letteratura abbiano proprio questa funzione: descrivere situazioni che tutti noi nella vita potremmo attraversare, farci riconoscere, immedesimarci e così aiutarci ad affrontare e superare gli ostacoli che incontriamo tutti i giorni facendoci sentire meno soli.

Per questo, capiterà che inserisca citazioni di autori che ho letto o sto leggendo, o di canzoni che ritengo significative ed utili a spiegare cosa intendo dire.

Credo anche che tutti noi abbiamo un percorso da intraprendere alla nascita e che dobbiamo terminare la nostra vita diversi – possibilmente evoluti – da come nasciamo grazie a questo percorso. E che gli esseri viventi che incontriamo, le nostre azioni, ciò che leggiamo, ascoltiamo o guardiamo hanno un senso in questo percorso, cioè che gli incontri di ogni tipo ci servano a capire meglio il nostro cammino.

sentiero dbp

Ecco perché a volte racconterò aneddoti – il più possibile camuffati perché non mi interessa essere visibile – che mi aiutino ad illustrare ciò che voglio esprimere.

Le parole per dirlo

A volte, qualcun altro ha trovato le parole per dire meglio di me ciò che ho dentro. O ciò che penso mia figlia Aebi abbia dentro: è il caso dell’ultimo libro di Silvia Avallone che ho appena finito di leggere e che, per la precisione, NON parla di DBP.

“Una madre normale: responsabile, pacata, rassicurante, che sapesse farmi le trecce e non avesse difetti, altra missione all’infuori di me: crescermi, ruotarmi intorno per tutta la vita. Né passioni, né amanti, né segreti né abissi. Sempre e solo la parola giusta, il sorriso pronto, in mia funzione. Si può chiedere a una persona un sacrificio del genere? No, perché è impossibile. Di più: è ingiusto. Ma all’epoca resisteva in me un tiranno spaventato, un moccioso. Mi lasciai abbracciare senza muovere un muscolo, paralizzata dalle contraddizioni. La amavo, la rifiutavo. Mi faceva pena e rabbia. Era una povera donna, una divinità sovrumana.”

Vorrei soffermarmi e sottolineare alcune parole o frasi che mi hanno colpito perché Aebi prova queste emozioni e sentimenti verso di me, la sua mamma, a causa del disturbo che la affligge:
  • “Ruotarmi intorno tutta la vita” e “in mia funzione” – il desiderio, forse legittimo fino a una certa età? che la mamma sia solo tua e viva per te.
  • “contraddizioni”e “La amavo, la rifiutavo” – la disregolazione emotiva che fa sentire le persone con DBP in una girandola di emozioni tra loro contraddittorie.
  • “Era una povera donna, una divinità sovrumana.” – la tendenza ad idealizzare e disprezzare la persona di riferimento nel giro di pochi minuti.
viaggio nell'anima dbp

Ma insomma a cosa serve questo blog sul disturbo borderline di personalità (DBP)?!?

In questo blog, cerco insieme a voi di capire come ragiona una persona con DBP. A cosa serve farlo?
corrente evento frastornato dbp
…ti senti trasportato dalla corrente
  • Serve ad elaborare la situazione ed imparare a gestirla quindi ad aiutare le persone con DBP che soffrono profondamente a causa del loro disturbo.
  • Serve ad aiutare chi ha a che fare con persone con DBP a non sentirsi sopraffatti. La sofferenza inconsapevole dei loro cari mina anche la loro serenità, la loro capacità di giudizio; li rende fragili e vulnerabili anche perché spesso la diagnosi arriva dopo anni di dolore e confusione.

Siccome sono il genitore di una persona con DBP conclamato ed anche familiare di persone che agiscono in maniera simile a quella di persone con DBP, ho bisogno di sostegno e di capire cosa sto sperimentando sviscerandolo, scindendolo in problemi di dimensioni più ridotte per riuscire ad affrontarli, risolverli e superarli.
Non si trovano molte informazioni sul disturbo borderline di personalità ed ancora meno informazioni che aiutino e diano assistenza e solidarietà a chi vive o lavora con persone con DBP.

Qui voglio portare il punto di vista di un familiare, voglio esternare cosa vive e come si sente, cosa prova chi entra in relazione con una persona con DBP.

Nella mia esperienza, le persone borderline sono soggette a facili scatti d’ira, cambiano repentinamente umore e di conseguenza modo di comportarsi tanto che chi ha a che fare con loro è preso in contropiede, si trova spiazzato, non capisce cosa stia succedendo e cosa abbia fatto per suscitare una tale reazione spropositata rispetto allo stimolo iniziale.

Si offendono con facilità, senti che devi esprimerti con circospezione e non puoi mai (o raramente: dipende dalla profondità del disturbo) allentare l’attenzione e comportarti ed esprimerti con naturalezza. Qualsiasi frase, parola o comportamento può essere usata contro di te.

Quindi, torniamo alla domanda iniziale: a cosa serve questo blog?

Serve perché in un contesto simile, è indispensabile:

  • trovare fonti di coraggio,
  • automotivarsi,
  • proteggersi per non cedere allo sconforto che è continuamente dietro l’angolo,
  • anche avere spazi per sfogarsi sia parlandone sia fisicamente perché la situazione genera rabbia, confusione, senso di impotenza…
  • cercare di mantenere serenità e benessere.

Ci sono diversi strumenti per aiutarsi e nel mio blog cercherò di esplorarli per dare appoggio a chi vive condizioni simili, consapevole che ognuno deve trovare quello che funziona meglio per sé o una combinazione di più metodi.

cascata violenta dbp scatti ira

Avendo a che fare con una persona con DBP, si vive costantemente sulle montagne russe o in una centrifuga, o trasportato dalla corrente.

Conosciamo meglio il DBP

Ed ora parliamo del disturbo borderline di personalità – o DBP – dal punto di vista clinico ma nel modo più semplice possibile. Si tratta di un problema di salute mentale i cui sintomi – cioè i segnali – rientrano in 3 aree principali:

Analizziamo singolarmente ognuno di questi aspetti del DBP.

disregolazione emotiva dbp disturbo borderline di personalità
Disregolazione emotiva

Chi ha a che fare con una persona con DBP sa che spesso passano repentinamente da un’emozione ad un’altra ad essa contrastante. La persona con DBP vive una continua altalena di emozioni intense e quasi sempre dolorose. Mentre la maggioranza delle persone è in grado di calmarsi e sdrammatizzare, le persone con DBP non sono in grado di autoconfortarsi.

Quando si litiga in genere ci si allontana per consentire a sé e agli altri di tornare alla calma. La persona con DBP non ha la capacità di adottare misure adeguate e prova una rabbia così intensa che la esprime in maniera inappropriata.


intolleranza alla solitudine
Intolleranza alla solitudine

L’idea di essere separati o di stare lontano da un individuo per loro importante è intollerabile per una persona con DBP, la getta nel panico perché non è in grado di richiamare alla memoria l’immagine dell’assente e quindi di rasserenarsi. In questi casi, pensa di essere stata abbandonata perché sente di essere amata solo se l’altro è fisicamente presente.

A volte, capita che per non provare queste emozioni così angosciose, per mettere una distanza tra sé e queste emozioni, sperimentino la sensazione di sentirsi estranei a sé stessi o irreali. Adottano un meccanismo di difesa detto “dissociazione“.


pensiero in bianco e nero tipico del DBP
Pensiero in bianco e nero

La persona con DBP tende a idealizzare chi li tratta in maniera premurosa e li sostiene, salvo disprezzarli se pensa che questi comportamenti siano venuti meno. Sono molto sensibili a ciò che percepiscono come critiche o come segni di rifiuto nei loro confronti.

Non sono in grado di cogliere le sfumature, di capire che ogni individuo ha in sé sia aspetti positivi sia negativi e che eventuali critiche non sempre sono tese a sminuire.


Conclusioni

Dall’esame di queste manifestazioni del DBP è chiaro che le persone con questo disturbo non hanno la capacità di tollerare lo stress.

Ne consegue che è importante poter creare le condizioni per vivere in un ambiente familiare più calmo, sereno e stabile possibile.

Ciò significa “rallentare e fare un lungo respiro quando arriva il momento di crisi, invece di reagire con un’emozione intensa.”

Citazione dalla fonte citata in calce, fonte di tutto il contenuto dell’articolo, utile anche per approfondire l’argomento
trovare la calma la serenità
…ritrovare la calma, facendo un lungo respiro…
…creare un ambiente sereno…

Quindi, iniziamo il viaggio nel DBP

Fonte: LINEE GUIDA PER I FAMILIARI
Programma di Gruppo Multifamiliare McLean Hospital Prof. John G. Gunderson e Dott.ssa Cynthia Berkowitz
Pubblicate da: The New England Personality Disorder Association (617) 855-2680
Traduzione a cura della Dott.ssa Maria Elena Ridolfi
Centro per lo studio ed il trattamento del Disturbo Borderline di Personalità, Dipartimento di Salute Mentale, Area Vasta 1, Fano

Iniziamo il viaggio nel DBP

percorso alla scoperta del dbp

La vita è irta di ostacoli per tutti. E’ fondamentale saperli affrontare e superare

Non scriverò nessun nome perché non è importante ma diciamo che mi chiamo Xy e mia figlia Aebi, giusto per facilitare la narrazione.

Ciò che è importante è il nostro vissuto che è quello di molti altri. Mi piace pensare che attraverso il mio racconto chi non sa spiegarsi cosa sta succedendo al suo caro possa finalmente darsi delle risposte.
Per me è stato molto importante dare un nome – disturbo borderline di personalità spesso abbreviato in dbp – a quello che viveva mia figlia – e io insieme a lei – attraverso la diagnosi dello psichiatra.

Per natura, ho la necessità di capire cosa mi succede per riuscire ad affrontarlo quindi ho cercato di documentarmi il più possibile; ovviamente in rete, ma è difficile trovare informazioni affidabili e utili.

Il disturbo borderline di personalità è un disturbo subdolo

La persona che ne è affetta può sembrare del tutto normale al di là del ristretto gruppo familiare. Ancora di più se il gruppo siete tu e lei.

fiore giallo dbp
La mamma, come naturale punto di riferimento di ogni persona, per una persona con DBP è l’oggetto di venerazione e di altrettanto disprezzo nel giro anche di pochi minuti e quindi poi spesso di una rabbia incontrollabile che sfocia spesso in attacchi fisici alla persona da cui si sentono contrastati e giudicati.
…la rabbia incontrollabile della persona con DBP

Naturalmente il disturbo non si esaurisce qui. Di solito la diagnosi non si dà prima dei 18 anni – tra le altre motivazioni, perché i comportamenti che caratterizzano il DBP possono semplicemente essere quelli tipici dell’adolescenza. Non è facile diagnosticare questo problema e anche i dottori sono ovviamente cauti. La cura può comportare anche il ricorso a farmaci, pur se in dosi minime, per tenere sotto controllo i comportamenti potenzialmente pericolosi per la persona con dbp e a volte per i cari più vicini.

Ma cos’è un disturbo di personalità? Se non avete già letto l’articolo che ne tratta, fatelo ora.

Cos’è un disturbo di personalità?

Mi sono molto documentata in rete presso fonti mediche attendibili e ho “digerito” per me e per chi legge le informazioni che ho raccolto sul disturbo di personalità. Ma ovviamente non sono un dottore e vi invito a rivolgervi al medico di base o comunque alle strutture territoriali che si occupano di salute mentale e che poi vi indirizzeranno allo specialista.
i disturbi di personalità

I disturbi della personalità si distinguono in 10 tipi, accomunati dalle difficoltà nei rapporti interpersonali, a gestire lo stress, a vedere se stessi come si è visti dagli altri. Sono caratterizzati da schemi di pensiero, percezione e reazione persistenti – cioè che rimangono costanti nel tempo, nonostante si rivelino svantaggiosi.

Si soffre di un disturbo della personalità quando si ha una visione costante di sé e degli altri che non è quella reale e/o si persiste in comportamenti dannosi e deleteri con conseguenze negative.

I problemi delle persone con disturbi di personalità

Hanno problemi al lavoro, a scuola e difficoltà nei rapporti con gli altri. Questo perché i tratti della personalità sono intensi, rigidi e disadattati. L’individuo non adatta il proprio comportamento alle situazioni che vive ma ripete schemi suoi che ha interiorizzato anche se questo comportamento è palesemente fallimentare e ha risvolti controproducenti.

le ferite della persona con disturbo di personalità

Tutto ciò causa molta sofferenza in chi ne è affetto.

Sintomi dei disturbi di personalità

I disturbi della personalità dipendono dall’interazione tra fattori genetici e l’ambiente; fattori che concorrono in egual misura al loro sviluppo. Alcune persone nascono con una predisposizione a sviluppare un disturbo di personalità e i fattori ambientali possono annullare o potenziare questa predisposizione.

Le principali difficoltà riguardano l’identità e il senso del sé e i rapporti interpersonali:

  • La persona non ha di sé un’immagine definita o stabile: ad esempio, può percepirsi a volte come una persona crudele a volte al contrario gentile oppure può risultare incoerente nei propri valori e obiettivi e può avere un’autostima alta o bassa, che non è aderente alla realtà.
  • Ha difficoltà a stringere rapporti interpersonali profondi e stabili. Ad esempio, può dimostrarsi insensibile verso gli altri o emotivamente distaccato o mancare di empatia.
  • Generalmente non sa quali siano modi ragionevoli, sicuri e accettabili di trattare e comportarsi con gli altri.
  • Spesso è inconsapevole di essere responsabile dei propri problemi e non si rende conto di eventuali problemi nel suo modo di pensare o comportarsi.

immagine instabile di sé disturbo mentale personalità dbp
un’immagine instabile di sé caratterizza i disturbi di personalità assieme ad altre difficoltà

In questo blog ci concentreremo sul disturbo di personalità borderline o DBP.

Cosa si intende per salute mentale

gli anfratti della mente

“La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplice assenza di malattia o di infermità”.

Questa la definizione di salute mentale dell’OMS.

Sempre secondo l’OMS, la salute mentale è “uno stato di benessere nel quale una persona può realizzarsi, superare le tensioni della vita quotidiana, svolgere un lavoro produttivo e contribuire alla vita della propria comunità”.

Questo stato di benessere non è costante: nell’arco della nostra esistenza ci può capitare di vivere momenti di disagio che minano il nostro equilibrio. Tutti noi rischiamo di sperimentare qualche tipo di disturbo mentale, attraversando momenti problematici in diversi aspetti della vita come il lavoro e i rapporti interpersonali. Il nostro equilibrio viene destabilizzato anche dal contesto sociale, economico, culturale in cui viviamo.

Il disturbo mentale

Il disturbo mentale è un complesso di sintomi degni di nota che caratterizzano problemi nel pensiero, nel regolare le proprie emozioni o nel comportamento. Questi sintomi rivelano che i nostri processi psicologici e biologici non funzionano correttamente, rendendoci più difficile lavorare, andare a scuola, studiare e rimanere in buona salute fisica.

Esistono diversi tipi di disturbo mentale, tra cui il disturbo di personalità di cui parleremo nel prossimo articolo.

Secondo i dati OMS a livello mondiale, il 10-20% di bambini e adolescenti soffre di disturbi mentali: il 50% di tutti i disturbi di salute mentale inizierebbero
verso i 14 anni e il 75% entro i 25 anni di età
.

E’ evidente che è indispensabile insegnare a bambini e ragazzi a costruirsi un bagaglio di abilità – le cosiddette life skills – che possano aiutarli ad affrontare le difficoltà di tutti in giorni:

  • fare le proprie scelte in maniera consapevole,
  • confrontarsi con le proprie emozioni ed imparare a gestirle,
  • ascoltare le altre persone ed entrare in rapporto con loro,
  • saper risolvere le difficoltà che si presentano quotidianamente…
la vita è piena di ostacoli, basta saperli affrontare e superare

“Nessuno ci mette in guardia sul fatto che il nostro percorso sarà disseminato di ostacoli e che da una loro adeguata risoluzione dipendono la nostra felicità e la nostra salute mentale e fisica: ci viene fatto credere che la vita sarà tutta rose e fiori, un’idea completamente irrazionale e insensata.”

Da “Kintsukuroi” di Tomas Navarro – ed. Giunti – Trad. Valeria Gallo